CAMINI E CAMINETTI
Il camino, detto anche fuoco o caminetto, è stato praticamente il primo metodo di riscaldamento di un'abitazione, infatti se si visita un qualsiasi castello, rocca o abitazione molto vecchia, in quasi ogni stanza se ne trova uno. Viene fatto in moltissime dimensioni e grandezze, con forme e materiali diversi. Sono costruiti in una parete o in angolo della stanza, dove vi è una canna fumaria, necessaria a convogliare il fumo prodotto dalla combustione, alla parte superiore terminale di uscita del camino: questo sistema fu inventato dai Normanni in quanto fino ad allora il fuoco veniva fatto bruciare all'interno delle abitazioni in un apposita stanza, ad esempio l'atrio (da ater, annerito). Attualmente, la tecnologia del camino proposta da innumerevoli produttori internazionali, offre soluzioni già pronte, sia per il camino a camera aperta, sia a camera chiusa.
CAMINO A CAMERA APERTA
Questo è il camino tradizionale come lo si vede in ogni film o su ogni pubblicazione storica. Il fronte del focolare o braciere, è aperto verso il locale da riscaldare, libero di diffondere direttamente il calore della fiamma nel locale. Il funzionamento è del tutto simile ai caminetti in uso da sempre, salvo accorgimenti tecnici volti ad ottenere la massima efficienza, ovvero convogliare più calore possibile nell'ambiente, limitando al minimo quella che se ne fuoriesce dal comignolo esterno, questo obiettivo si ottiene sia con accurati calcoli nel dimensionamento della bocca del focolare e della canna di scarico, sia adottando specifici materiali termici riflettenti.
Il camino aperto tradizionale può dirsi funzionante quando vi sia il "tiraggio", ossia quando, ben dimensionato, evacua senza problemi i fumi che si producono durante la combustione; purtroppo la materia non è di conoscenza comune, il buon funzionamento dipende da precise leggi fisiche, non attenendosi a queste nella costruzione, si rischia di comprometterne il funzionamento, sono molto frequenti i casi in cui un caminetto non può essere acceso, in quanto le esalazioni invadono la stanza che ospita il manufatto.
CAMINO A CAMERA CHIUSA
Il focolare non è a diretto contatto con l'ambiente ma è separato da uno schermo in vetro. Questa tecnologia risulta più costosa del camino aperto ma offre diversi vantaggi. Il braciere è contenuto all'interno di un monoblocco prefabbricato di forma rettangolare o quadrata, la cui struttura è generalmente composta da ghisa, lamiera di ferro, ed eventuali inserti in materiale refrattario, il fronte della fiamma è schermato verso l'ambiente da un portello in vetro. La diffusione del calore nell'ambiente avviene in due modi distinti: irraggiamento diretto e convezione. I vantaggi di questa tipologia consistono in un maggior rendimento, maggiore autonomia e minore manutenzione. L'elevata efficienza di questa tecnologia, permette di riscaldare anche altre stanze oltre quella in cui è installato, il trasferimento dell'aria calda è affidato a semplici tubi di diametro appropriato; se l'impianto è fatto a regola d'arte, il lento moto convettivo dell'aria, che si genera negli ambienti, è sufficiente a mantenerli alla temperatura ottimale, nel caso il moto convettivo non sia sufficiente, è possibile forzare il ricircolo dell'aria tramite apposite ventole elettriche. L'impiego di ventole in un impianto a camino, comporta un notevole aumento della polvere presente nell'ambiente, peraltro hanno il vantaggio di portarlo in un tempo più breve, alla temperatura voluta, solitamente i costruttori forniscono le ventole come kit opzionale. La sofisticazione raggiunta dalla tecnologia del camino chiuso, tendente al massimo rendimento, ne agevola anche la gestione, offrendo un'autonomia di carica che arriva a oltre 8 ore, intervallo della rimozione della cenere diradato a 7-10 giorni, intervalli della pulizia del vetro anteriore molto allungati. Entrambe le tipologie sono fornite interamente prefabbricate, agevolando in tal modo il posizionamento nel locale, con interventi sulle opere murarie ridotti al minimo. I produttori offrono anche un'ampia scelta di elementi accessori di arredo (piano e cornice), sia nei materiali che nello stile architettonico.
Come combustibile si usa il legno di ogni genere, la preferenza andrebbe ai legni duri stagionati almeno 2 anni, sarebbero da evitare i legni resinosi (pino, larice ecc..), la forte percentuale di resina, aderendo progressivamente alle superfici metalliche dei tubi di scarico dei fumi, renderebbe difficoltoso il regolare intervento di pulizia.
Negli ultimi anni è stato inventato anche il camino che usa il pellet, una vera e propria stufa a fuoco continuo e costante, simile ad un caminetto chiuso, con un serbatoio che contiene il pellet, i quali, convogliati da un meccanismo a vite senza fine, arrivano con regolarità nel braciere per bruciare e produrre calore. L'effetto visivo di questo tipo di fuoco è sensibilmente diverso da quello scoppiettante a legna, pertanto non da tutti gradito.
Al pari degli elettrodomestici di ultima generazione, come forni a microonde e lavatrici, anche i termocamini a pellet, perlomeno i modelli più sofisticati, sono gestiti da un microprocessore, pertanto, disponendo di una linea telefonica, è possibile accenderli anche da lontano con una chiamata al telefono.
Per la corretta installazione di un camino, come anche di stufe e barbecue con potenza inferiore a 35 KW, può essere utile visionare le normative di legge contenute nella UNI 10638 pubblicata nel 1998 e sottoposta a revisione nel novembre 2005 (comunque non obbligatorie). Oltre a fornire indicazioni sui materiali più adatti da impiegare, indica le caratteristiche dimensionali del condotto di evacuazione dei fumi e della presa d'aria esterna al locale, indispensabile per la sicurezza, ma soprattutto per il buon funzionamento del camino.
(Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.)
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